il papa buono (forse)

Che papa Bergoglio sia un papa buono, non c’è dubbio. Basta intendersi sul significato della parola ed evitare di affermare che lo è con tutti.

Sul significato del termine, nulla quaestio. Il dizionario Garzanti ricorda che è buono colui che tende al bene, e che è conforme al bene…, le incertezze (o se vogliamo, per dirla in termini “canonici” : i dubia) sopravvengono se esaminiamo le varie gradazioni di “bontà” che il pontefice usa, a seconda dei casi e delle genti.

E’ veemente e fuori dalla grazia di Dio (mi sia concesso l’ardire), se parla di Trump e dei mali dell’Occidente, ed è una furia quando affronta temi come i diritti dei migranti e la libertà di culto per chi non è cattolico.

Lo è un tantino meno, quando si devono affrontare temi come il diritto di vivere del piccolo Charlie (il bambino inglese noto alle cronache per una sua grave malattia) e la sanguinosa repressione in Venezuela, che il suo amico Maduro, impone alla povera gente in nome del marxismo Chavista.

Abbiamo un papa che, volendo dirla in gergo sportivo, sembra giochi alla meno. Come si potrebbe definire altrimenti chi, come lui, attacca continuamente la sua stessa Chiesa e difende i mussulmani in tutte le loro manifestazioni? Pare essere un giocatore che indossa la maglia di una squadra (e magari ne è pure il Capitano), ma che sta con gli altri, al pari di una quinta colonna di Franchista memoria.

Papa Francesco, teorico e praticante operativo della disfatta della Chiesa, è clamorosamente amico dei nemici di questa, e nemico di coloro che rappresentano l’ossatura della chiesa: i fedeli.

Significativi i sono i regali che il Presidente dell’Ecuador e quello della Bolivia consegnarono al pontefice durante il suo viaggio in America Latina: un crocifisso poggiato sulla falce e il martello e una “chuspa”, un tradizionale contenitore andino che la gente del posto usa anche per le foglie di coca, masticate nei momenti di debolezza dovuti alla grande altitudine. Se per la falce e martello e il Cristo la cosa si commenta da se, con Gesù  che probabilmente si sarà girato su se stesso. Per il regalo della borsa tradizonale, può invece essere utile ricordare che il movimento dei Cardinali Progressisti, quasi tutti sudamericani, definiti teologi della liberazione, fu fondato a fine anni sessanta proprio a Medellin, in Colombia, città più famosa per il cartello di narcotrafficanti di Escobar, che per quel movimento ecclesiale al quale Bergoglio pare ispirarsi. Dio non voglia che qualche spacciatore si sia introdotto al tempo nelle stanze di quei porporati!

Se qualcuno però pensa che questo papa si è limitato solo alla teoria, si sbaglia, perchè le sue disastrose opere e azioni, conseguenza del suo pensiero, sono state e sono, scientificamente intente a smantellare ogni residua resistenza alla sua opera di distruzione sistematica dei valori cristiani e dei baluardi a difesa di questi.

Sotto questo aspetto non si può non ricordare il Commissariamento dei Francescano dell’Immacolata, colpevoli solo di non essere cattoprogressiti e di non essere supini al volere imperiale del pontefice, che è bene ricordarlo, porta indegnamente il nome del fondatore della loro Congregazione, o  ancora, l’occupazione manu militari di tutte le posizione di governo all’interno della Chiesa, senza rispettare le secolari tradizioni di mantenimento e riconferma delle stesse.

Volendo chiudere in bellezza, si fa per dire, dobbiamo anche ricordare il bestiario delle interviste Scalfariane, che Bergoglio, ha rilasciato, spesso e volentieri, al fondatore di Repubblica, probabilmente folgorato sulla via di Segrate.

In una di queste il santo padre, ha sostenuto che ognuno deve perseguire la propria idea di Bene e di Male, confondendosi con il più becero relativismo e dimenticando che in tal modo giustifica anche gli estremisti islamici, che a loro modo, perseguono la loro idea di bene.

In un’altra sostenne “che non esiste un Dio cattolico” e che Lui “è contrario al proselitismo”. Ora, se quest’ultima affermazione, detta da un gesuita, pare essere dovuta in gran parte alla volontà di espiazione dei massacri perpetrati proprio dalla Compagnia di Gesù nei secoli andati, in nome della diffusione forzata del cristianesimo, nelle americhe latine, certamente il dichiarare “che non esiste un Dio dei Cattolici” detto da un papa, potrebbe far credere a qualche malpensante, che ci sia una certa confusione in testa a bergoglio, ma non è così. Nella realtà delle cose siamo in presenza di un mix tra ignoranza e autolesionismo. La voluta e ricercata ignoranza del papulista (come lo ha chiamato Marcello Veneziani), di fatto leader riconosciuto della sinistra mondiale, unita a quel gusto di farsi del male che papa Francesco ha manifestato fin dai primi giorni di Pontificato, forse in ossequio  a una volontà incontrollabile e incontrollata di stupire a qualsiasi costo, anche a quello di far morire la Chiesa.

Presunzione e relativismo dunque.

Un papa che ha una tale superiore considerazione di se stesso che ha avuto l’ardire, pur essendone lontano anni luce, primo nella storia dei Pontefici di imporsi il nome di San Francesco, un papa che non si inginocchia davanti al Santissimo, e che non teme l’invasione di un “pensiero non cattolico” da lui stesso fomentato, e che sembra si appresti   a voler modificare perfino la Santa messa.

Se qualcuno gli chiedesse come si sente sulla Cattedra di Pietro, non ci sarebbe da stupirsi a sentirsi rispondere: Pietro? Quale Pietro, Questa è mia e me la tengo.

Andrea stopardi

Autore: liberoescorretto

Scorbutico. Amo scrivere e adoro la mia famiglia. Preferisco il mondo animale a quello umano. Detesto i luoghi comuni e i ruffiani. Sono presuntusoso e arrogante e credo di avere spesso, se non sempre, ragione. Se qualche volta cedo il passo è solo perchè non ho più voglia di discutere o non ritengo l'interlocutore interessante. Per il resto tutto a posto.

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