per favore, ridateci Sanremo !

 

Ieri sera, dopo un’esagerata abbuffata di fritto, adeguatamente accompagnata da vino bianco campano, mi sono comodamente seduto sul divano di salotto per vedere una puntata di “X factor” italia, uno dei talent internazionali di maggior successo.

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Speravo di digerire meglio, mentre invece, per poco, non mi rimaneva tutto sullo stomaco, o peggio.

Non me ne voglia chi mi legge. Sarà l’età, la vocazione a criticare tutto e tutti, o sarà stato solo il fritto, ma preferisco di gran lunga Marzullo.

Perché lo spiego subito.

Anche se non mi piacciono più di tanto lustrini e luci colorate, nani, ballerine e cottillons, che abbondano nei talent come questo, l’effetto scenico di X factor è di sicuro impatto e non si è badato a spese. Nulla da dire dunque su questo aspetto, anche  se per i miei gusti tutto è troppo americano, e pare un moschicida, tanto è strutturato per attirare, sponsor e pubblicità.

Anche se poi le mosche sono note per posarsi su altre merci.

Le scenografie sono belle e ricche, l’affluenza di pubblico notevole, e il richiamo dei concorrenti impressionante.images (1)

E’ il contenuto che per me è stato penoso.

Tutto è cominciato con l’arrivo dei giudici su automobili della Opel, sul simbolo delle quali molto ha indugiato la regia. Sarà perché questa autovettura ben si prestava alla bisogna o per altre ragioni? Non è dato saperlo, l’importante è che Manuel Agnelli, un  rokketaro dai capelli demodè fine anni sessanta, che pare uscito da un film horror di serie b, Levante, la giovane cantante nostrana, nota per un paio di canzonette in ambito pluriregionale, l’anziana signora Mara Maionchi,  sboccata come un frequentatore di antiche osterie, e il presuntuoso Fedez,  un rapper con il rolex ignorante come una capra, entrassero in scena, sedendosi di fonte ai “provinandi” con piglio e cipiglio, per far ondeggiare il variopinto popolo delle canzonette.

A un cenno degli stessi, e dopo l’abbrivio del presentatore Cattelan, lo schermo ha cominciato a mostrarci le performance dei concorrenti.

Dato per scontato, che in tv sono passate solo alcune selezionate esibizioni, quelle che, per intenderci, la regia ha ritenuto facessero ridere per l’improponibilità delle stesse, e quelle che risultavano essere di un qualche interesse canoro, ho trovato in questa selezione e nei giudizi dei quattro dell’ave maria, il cattivo gusto elevato all’ ennesima potenza, la cattiveria insistita, intesa come mezzo per mettere alla gogna dei poveri disgraziati solo per fare audience.cyprus-1256099__340

La serata è iniziata con l’esibizione di una signora di Catania che non è dato neppure sapere cosa cantasse, tanto lo faceva male. La poveretta, che si professava anche scrittrice, è stata oggetto di frizzi e lazzi, da parte della colta giuria, solo che la “ciuca” non si è rivelato essere lei, ma il suo aguzzino Fedez, il rapper con il sorriso cavallino, che nel sentire la concorrente parlare, si domandava a gran voce,  se il termine “adusi”, utilizzato dalla donna per dire che i suoi vicini la ascoltavano senza lamentarsi (come risposta a precisa arguta domanda) fosse italiano o chissà quale altro idioma, senza sapere che tale parola è presente nel nostro vocabolario e vuol dire “abituati”.stock-photo-blackboard-in-an-italian-language-classroom-with-the-message-learn-italian-and-some-other-409629832

Naturalmente non è richiesta al giudice di x factor alcuna conoscenza dell’italiano, ma tant’è, ciò è bastato per far ridere il popolo ammaestrato che si è sperticato in applausi, di cui si disconosce la ragione, con l’umiliazione della povera signora siciliana, solitaria in mezzo al palco.people-2607201__340

Per quanto mi riguarda ho trovato la scena disgustosa, come molte delle altre che sono seguite.

Alternati a ventenni che parevano clonati l’uno con l’altro ( tutti immancabilmente  con la voce sofferente e con la chitarra) si sono esibiti i gruppi. Uno dei più interessanti era composto due dichiarandi fidanzati gay, che per dare un pò di colore alla serata si sono baciati appassionatamente sulla scena, altri hanno affermato di venire da un altro mondo ( se non è vero rimandiamoceli per favore !), una band si è presentata camuffata con maschere veneziane postatomiche, mentre uno dei complessi (come si diceva una volta) più normali, aveva la cantante con i capelli così improponibili che la dolce giudice Levante, li ha promossi solo per quelli. guitar-944261__340

Ogni tanto qualche musicista piacione, o qualche migrante dal passato triste, strappava alla platea applausi o standing ovation fuori luogo. Talvolta la signora Maionchi, piangeva, e tal’altra usava a raffica uno dei vocaboli usati più frequentemente nel suo forbito discorrere : “cazzo”. Una cantautrice, che aveva scritto una sola canzone, quando era stata lasciata dalla fidanzata, è stata invitata a soffrire ancora per scrivere di più, e un cantante melodico si è presentato con una gigantografia in cartone della fidanzata di Fedez per giuragli amore. Nel gran finale del ricco caravanserraglio, si è finalmente scoperto il vero volto del creatore della Papu dance:  un cubano palestrato trapiantato dalle nostre parti e creatore di centinaia di motivetti meno fortunati.

Qualche anno fa i programmi spazzatura erano patrimonio degli americani. Oggi facciamo di tutto per copiarli.bin-1714052__340

Lo dico non tanto e non solo perché molti dei concorrenti erano fuori luogo, con doti vocali che sarebbero state rifiutate dal peggior coro parrocchiale, ma per l’intero impianto dello spettacolo, che solo apparentemente è orientato a cercare nuovi talenti, che per la maggiore durano poi lo spazio di un mattino, ma che invece tende a catturare l’attenzione dello spettatore con storie lacrimevoli, contando sulla  goffaggine di taluni concorrenti e solo in parte, sulla bravura dei pochi.

Niente di personale, a me lo spettacolo non è piaciuto. E’ solo una questione di gusti. Tutt’al più di buon gusto.

Peraltro non c’è mai niente di nuovo sotto il sole, e se andassimo indietro nel tempo, ci accorgeremmo che molti anni fa un vecchio programma presentato, con ben più eleganza, da Corrado Mantoni, e chiamato la “Corrida” , usava già certi accorgimenti per catturare ascoltatori.

Non c’erano gli attuali sfarzi, né giudici, e il “format” era diverso, ma il nocciolo dello spettacolo era simile : a fianco di “vere pippe”, si alternavano cantanti di tutto rispetto, per meglio far  risaltare i primi.

La prossima settimana si replica.

Dovessi ancora mangiare troppo, questa volta prenderò una bustina di gaviscom.stock-photo-man-suffering-stomach-ache-sitting-on-a-couch-in-the-living-room-at-home-488527312

andrea stopardi