una piccola storia ignobile

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L’Italia è tutto un pullulare di mostre, dibattiti e rappresentazioni. Dal Nord al sud, isole comprese, ci si affanna a dimostrare quanto siamo bravi, quanto lo eravamo e quanto siamo culturalmente avanti.

Progresso e tecnologia, crescita culturale del paese e accoglienza, un mondo che è, ahimè funestato da episodi di cronaca nera terribili, ma fortunatamente episodici e circoscritti, dove la parte sana della popolazione apprezza la bellezza nelle sue diverse manifestazioni di se, e tende naturaliter alla bontà e all’altruismo.

Se così non fosse non ci sarebbero così tante manifestazioni culturali, eventi celebrativi e convegni, spesso, autoreferenziali.

Vediamo, per esempio cosa ci ha proposto Milano nel mese di Settembre 2017.

Per prima cosa non possiamo non citare la Milano Fashion week 2017 : una  manifestazione che ha richiamato migliaia di visitatori ansiosi di apprezzare le ultime novità nel campo della moda e del glamour.

E se i raffinati palati del vestire all’ultimo grido, hanno qui potuto trovare soddisfazione alla loro libido sartoriale, gli amanti della pittura hanno apprezzato Klimt al Mudec e Caravaggio a Palazzo Reale. woman-1283009__340.jpgDi arte in arte, altri si sono potuti beare di un percorso letterario su Nietzche alla Fabbrica del vapore, qualcuno ha potuto visitare gli Egizi al Museo Archeologico, qualcun altro ha avuto il privilegio di osservare criticamente le conquiste spaziali della Nasa alo Spazio Ventura. E poi Chagall, Satoshi Fujiwara, le foto di Maynard e ancora altre cento cose.

Milano, per parlare solo del capoluogo lombardo, è da sempre protagonista culturale della scena europea e mondiale e ha meritato ogni singola riga degli articoli dedicati a  elencarne i meriti.

Il capoluogo meneghino, come è stato autorevolmente scritto, sa destreggiarsi nel ruolo di metropoli internazionale e produttiva, attestandosi tra le prime città italiane per qualità della vita e impiego. Milano, grazie al suo storico buongusto, all’operosità dei suoi cittadini e alla funzionalità ereditata dall’inizio dello scorso secolo, incanta per l’eleganza che emana.

Tutto vero e certificato. Non c’è che dire. Anno dopo anno è l’intera umanità che si eleva nello spirito e nella contezza di se. E le Città sono fucine di esperienza e modernità, proiettate verso il miglior futuro.

Poi però, leggendo con più attenzione la cronaca, ci si accorge che esiste anche il cosiddetto rovescio della medaglia. Che dietro lo sfavillio delle rappresentazioni, tendenti a celebrare l’uomo e la sua crescita, c’è un retroterra ancora saldo di ignoranza e codardia culturale e morale, che si nasconde e annida a ogni angolo della strada.

Come i mostri di Lovecraft.

Non sono i diseredati delle periferie urbane o i giovinastri delle discoteche. Spesso sono quegli stessi borghesi benpensanti, frequentatori di salotti, più o meno colti, magari frequentatori di chiese e musei, che incarnando perfettamente lo spirito bipolare, che caratterizzava le maschere Pirandelliane, predicano bene e razzolano malissimo.

Ne è stata prova un episodio minore, che solo per caso ha trovato spazio sulla stampa, non assurgendo mai, tali notizie, a un grado di interesse che ne giustifichi la diffusione.

In un grande centro commerciale di Milano qualcuno è stato multato per aver occupato con il proprio Suv, il posto riservato a un disabile.

Può succedere.

Per distrazione o per fretta. Ognuno di noi può commettere uno sbaglio, volente o nolente. E tra questi sbagli, che costellano la vita di ognuno di noi, quelli stradali sono tra i più gettonati, e così può anche accadere di infilare la macchina in un posto contrassegnato da linee gialle, che lo identificano come assegnato a chi ha problemi di deambulazione e altro. Certi comportamenti non possono essere apprezzati ma può accadere. E’ possibile che qualcuno, dopo aver girato per decine di volte per cercare un dannato parcheggio, pena il rischio di fare tardi all’appuntamento della vita, compia il gesto culturalmente riprovevole di occupare tali spazi, magari dicendosi che: in fondo starò via pochi minuti, sperando di far presto e confidando che in quel breve lasso di tempo  non passi il Vigile o arrivi l’assegnatario del posto.stock-photo-parking-space-reserved-for-handicapped-shoppers-in-a-retail-parking-lot-54341839.jpg

Qualora fossimo però beccati in flagrante, ben coscienti del nostro errore, proveremmo a balbettare qualche improponibile giustificazione, abbasseremmo la testa e fileremmo via con la coda tra le gambe con il fogliettino rosa in mano e gli improperi di chi aveva il diritto di parcheggiare.

Questo è quello che, salvo qualche divagazione sul tema, farebbero la maggior parte di noi.

Nel caso di specie è invece successa un’altra cosa. Il nostro caro concittadino, occupante sine titulo il posto riservato,  ha preso la multa e poi, nelle ore successive, è tornato sul luogo del delitto, per attaccare un cartello scritto e stampato ( quindi con azione premeditata, ben ragionato e non frutto della immediatezza) ove ricordava al disabile, a cui attribuiva la chiamata dei vigili e la multa, che a lui 60 euro di multa non avrebbero comportato che un piccolo disagio, mentre il disabile avrebbe mantenuto la sua condizione di “handicappato” per tutta la vita, aggiungendo che di tutto ciò lui era molto contento.

E’ un piccolo episodio che non sposta certo i valori di una città all’avanguardia come Milano e di una intera umanità in cammino, ma fa riflettere. Deve far riflettere.

Potrebbe persino suggerirci di saltare la visita a qualche museo e rinunciare a un paio di the nei salotti buoni, per andare a vedere cosa vuol dire vivere in condizioni di disabilità nel nostro mondo perfetto, ma non a misura di tutti.stock-photo-cheerful-boy-with-disability-at-rehabilitation-center-for-kids-with-special-needs-524271736.jpg

Probabilmente saremmo meno fashion, ma avremmo un cuore più grande e dei comportamenti più rispettosi nei confronti di chi è stato meno fortunato.

Andrea stopardi