La mamma degli imbecilli è sempre incinta ( e a volte partorisce gemelli)….

Mattia Bellegrandi, Piermarco Giannotti, Marco Fiorito, Gianmarco Marcello, Maurizio Pisciottu, Massimiliano Cellamaro…

I nomi di questi ragazzi, probabilmente non vi dicono nulla.

Eppure sono famosi. Perlomeno tra i giovani teen agers, perché nella realtà dietro questi nomi comuni, diciamolo pure anche un po’ da fighetti delle classi medio alte, si celano rapper e trapper (scusate ma io non conosco la differenza) di chiara fama, e cioè : Briga, Deleterio, Kaos, Mondo marcio, Salmo e Tormento.

E vuoi mettere una canzone cantata, si fa per dire, visto che quasi tutti parlano(…e anche male) da Deleterio piuttosto che da Piermarco Giannotti.

Si badi bene, io non ce l’ho con questi furbacchioni di primo pelo che macinano consensi e quattrini sparando stupidaggini su rime contorte e melodie ripetitive e stantie muovendosi come tanti scimmioni oscillanti sul palcoscenico, ma solo perché sono dei cattivi maestri per la loro generazione e anche per quella immediatamente successiva.

In questi giorni ci sono sei lenzuoli bianchi nella Marche, a Corinaldo, che coprono i corpi di cinque nostri giovani tra i 14 e i 16 anni e una loro mamma meno che quarantenne che aveva accompagnato la figlia in discoteca proprio per sentire uno di questi fenomeni musicali.

La cronaca ci dice che la folla ha calpestato fino a ucciderli  questi cinque poveri ragazzi e la giovane signora, perchè un deficiente, o peggio un criminale, ha ben pensato di spruzzare del peperoncino e causare un disastroso fuggi fuggi in una discoteca dove pare ci fossero più persone di quelle consentite.

Al di là della tragedia in se, delle lacrime, della disperazione delle famiglie coinvolte, e delle responsabilità che accerterà ovviamente la magistratura, sono però rimasto incuriosito dal numero dei giovani che erano andati nel locale per ascoltare il noto trapper sfera ebbasta, che oltretutto non è neppure andato alla serata, altrimenti conosciuto all’ anagrafe cittadina di Sesto San Giovanni, dove è nato, come Gionata Boschetto.

Bene quello che ho scoperto è francamente incomprensibile.

Ben cinque  scuole avevano comprato i biglietti per far andare i propri alunni ad ascoltare questo, così mi dicono, famoso e amato gigante delle sonorità moderne e novello declamatore di versi di stringente attualità che, prima di assurgere all’olimpo della musica, faceva il writer, e cioè insozzava muri e tram.

Ancora per pura curiosità sono andato a leggere i testi delle sue canzoni delle quali trascrivo solo qualche rima, giusto per capire le scelte di quei dirigenti scolastici e l’affetto che i fan provano per il trapper di cui parliamo:

nella tomba mi voglio portare soldi e erba, ma prima di andarci voglio uscire dalla merda.

Spiegarti com’è che vivo non credo che serva.

Hai presente un grammo ? pensa a una serra.

Panico se afferra il serramanico, rapido.

Sali sulla sella e scappiamo nel traffico

Più in fretta della gazzella

Poi abbandoniamo il mezzo al primo angolo

*******

Io non ho parole.

Nei giorni successivi al disastro e alla morte di quei ragazzi, ho saputo che il mitico paroliere sfera ebbasta in segno di lutto e probabilmente di rispetto per le vittime (così come peraltro ha ben pensato di sbandierare ai quattro venti social) , si è tatuato 6 stelline ( il numero delle vittime della discoteca ) sul bel volto statuario.

Io non so se questo ventiseienne cantante si atteggi o meno a ragazzo perduto delle periferie, come pare voglia far sembrare dai suoi testi. Certo, quello che posso garantirvi, è che se ai miei tempi, nelle vere periferie che frequentavo per necessità e scelta, avessi incontrato un tipo così, lo avrei preso a schiaffoni da rifredi fino all’isolotto.

E forse lo farei volentieri anche oggi. A fini educativi, naturalmente o anche solo per aiutarlo a uscire dalla merda come elegantemente afferma nelle sue canzoni.

Andrea Stopardi

Autore: liberoescorretto

Scorbutico. Amo scrivere e adoro la mia famiglia. Preferisco il mondo animale a quello umano. Detesto i luoghi comuni e i ruffiani. Sono presuntusoso e arrogante e credo di avere spesso, se non sempre, ragione. Se qualche volta cedo il passo è solo perchè non ho più voglia di discutere o non ritengo l'interlocutore interessante. Per il resto tutto a posto.

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