Il sogno di Alvaro (una piccola storia)

Lo hanno ritrovato disteso lungo la linea ferroviaria Firenze Rovezzano, a due passi da casa.

Si chiamava Alvaro Andreucci, aveva 83 ed era scomparso da una decina di giorni senza dare più notizie di sé.

Il suo corpo, ormai esanime, era rannicchiato accanto a uno di quei pozzetti per la raccolta delle acque piovane che  corrono numerosi lungo le rotaie.Gleise, Rotaie, Treno, Ruggine

Accanto a se aveva solo il sacchetto che aveva riempito prima di uscire il 31 Luglio scorso, e dentro il quale aveva raccolto un cambio e un paio di maglioni.

Nient’altro.

Solo qualche vestito e la libertà.

E’ vero, la storia è straziante e la fredda cronaca ci dice che Alvaro non era autosufficiente, lasciandoci intendere che probabilmente non era neppure pienamente consapevole delle sue azioni. Il tutto con ogni conseguenza in ordine alla capacità di giudizio nel valutare la possibilità di raggiungere Stia in Casentino, il luogo dove era nato e cresciuto, e dove pare fosse diretto.

Con la sua malattia Alvaro non aveva la capacità di discernere ciò che era possibile fare, da quello che atteneva alla sfera del sogno e della fantasia.

Probabilmente era come un bambino che voleva raggiungere a tutti i costi qualche regno fatato.Castello, Fairytale, Guglie, Torri

E se la cosa la guardiamo dal punto di vista della razionalità, non c’è nulla che la giustifichi. Troppo deboli le sue membra e troppo fragile la sua mente per quella missione impossibile.

Senza contare il dolore che ha lasciato ai suoi familiari e a chi gli voleva bene, che si chiederanno se avrà sofferto?

Che si domanderanno se una più attenta vigilanza avrebbe potuto evitare il “fatto”?, insieme a mille altri pensieri, che possiamo solo immaginare.

Detto ciò, non possiamo fare a meno di pensare a questo anziano signore, che a testa alta e fiero, con pochi indumenti infilati in un sacchetto della spesa, un paio di scarpe e la sola forza del suo sogno, si è messo in cammino per raggiungere le proprie radici.

E a chi scrive piace pensare che oggi Alvaro, quel sogno forse lo ha veramente raggiunto, e ora ci guarda da lassù, con il sorriso di chi ha saputo dare un senso alle proprie scelte.

A me piace immaginarlo così.

Sono un romantico? Forse.

Sono un visionario? Può essere.

Quello che è certo è che Alvaro non era un uomo comune, ma una persona che con la sua fuga, solitaria e improbabile, ha dato una lezione a chi non sa coltivare i sogni e che pensa che per volare si debba necessariamente avere le ali.

 

Aquila Calva, Impennata, Uccello, Raptor

Andrea stopardi (da liberoescorretto.blog)

 

 

 

 

 

Autore: liberoescorretto

Scorbutico. Amo scrivere e adoro la mia famiglia. Preferisco il mondo animale a quello umano. Detesto i luoghi comuni e i ruffiani. Sono presuntusoso e arrogante e credo di avere spesso, se non sempre, ragione. Se qualche volta cedo il passo è solo perchè non ho più voglia di discutere o non ritengo l'interlocutore interessante. Per il resto tutto a posto.

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